30 Maggio 2024

Peschiera Riparte e la dirigenza cittadina di Fratelli d’Italia, un’intesa segreta che si rinnova

La politica a Peschiera non smette di stupire, o forse sarebbe più corretto dire di deludere. A certificare la perdurante intesa segreta tra Peschiera Riparte e Fratelli d’Italia è stato il Consiglio comunale di ieri sera, confermando ciò che molti sospettavano: un’alleanza occulta che, per tre anni di legislatura, ha lavorato nell’ombra, lontano dagli occhi degli elettori. Tutto questo a pochi giorni dalle elezioni.

Tutto iniziò nel 2021, quando Stefania Accosa, allora Presidente del circolo locale di Fratelli d’Italia, in seguito nominata vicesindaco, a nome del partito sottoscrisse un accordo con Peschiera Riparte, una lista civica nata dai fuoriusciti del Partito Democratico. Questo patto, segreto e mai dichiarato pubblicamente, prometteva un “posto al sole” in cambio dell’appoggio al ballottaggio. Ieri sera, questo accordo è stato rinnovato negli interpreti ma non nella sostanza, continuando a tradire la fiducia degli elettori con giochi di potere e manovre dietro le quinte.

Il consigliere Marco Angelo Giuseppe Ronchi (Candidato nella lista dei Fratelli d’Italia alle prossime elezioni comunali), con la sua difesa appassionata di Peschiera Riparte e la loro politica dell’assenza di risposte ai cittadini, ha dimostrato che i dieci punti d’intesa firmati nel 2021, tra cui il PGT, sono ancora vivi e vegeti. Eppure, la vera ironia è stata ascoltare l’ex assessore all’ambiente, Marco Righini (Peschiera Riparte), attaccare l’attuale assessore all”Ambiente Davide Lauretta per il mancato taglio del verde pubblico durante la primavera più piovosa degli ultimi 70 anni, quando gli appaltatori comunali sono stati impossibilitati a lavorare per 45 giorni su 90.

Proprio il consigliere Marco Righini, con la sua gestione approssimativa dell’assessorato all”Ambiente e Ecologia durante la giunta Molinari, ha proposto il taglio scriteriato di 240 alberi in via Galvani e non è stato in grado di difendere il patrimonio verde del comune. Non solo, ma ha accumulato anni di ritardo nella riqualificazione della piattaforma ecologica. Davanti a tali evidenze, ci si aspetterebbe un minimo di onestà intellettuale e il coraggio di scegliere il silenzio, piuttosto che impegnarsi in una campagna elettorale in un luogo istituzionale come il Consiglio comunale.

Davide Lauretta, in un anno e mezzo di lavoro, ha ottenuto più risultati di quanti ne abbia ottenuti Righini in cinque anni. Eppure, l’incapacità di spendere i 9 milioni di euro di avanzo di bilancio per la manutenzione ordinaria di strade, scuole e servizi sociali, e l’assenza di autocritica da parte di Fratelli d’Italia e dei sostenitori di Scarpato sui 16,5 milioni del PNRR non utilizzati per le scuole cittadine, evidenziano una mancanza di visione e progettualità che è costata cara alla nostra città. Lauretta al contrario dell’Assessore Rossetti e del vicesindaco Accosa con i fondi per le scuole, ha portato a casa i soldi del PNRR per quasi 4 milioni di Euro e finalmente il Carengione vedrà accrescere il suo patrimonio arboreo.

Davide Lauretta ha varato il nuovo appalto per  manutenzione del verde le cui linee di indirizzo anno colmato le mancanze dell’appalto promulgato proprio da Marco Righini, che hanno obbligato l’Ente a centellinare gli interventi necessari, perchè molte operazioni venivano conteggiate a misura perchè escluse dal capitolato e quindi incidevano nelle voci di Bilancio relative. Un appalto, quello di Righini, che ieri sera ha messo in scena la piece tratrale preferita, la delegittimazione dell’avversario politico con teoremi fantasiosi che non hanno nessuna attinenza con la realtà, che fu pensato a suo tempo in modo un po’ approssimativo rispetto alle reali esigenze che la crescita del capitale arboreo ha effettivamente portato. Solo con il nuovo appalto si sono potute inserire piante e essenze nel vasi davanti al Municipio.

Davide Lauretta ha portato il Piano Economico Finanziario per il servizio integrato di gestione dei rifiuti (PEF) che nonostante l’aumento dei costi ha permesso attraverso la rivendita di materiali di riciclo, vetro, carta, metallo, ferro, di non gravare sulle tasche dei cittadini . Delibera votata all’unanimità dal Consiglio comunale.

Ma l’importante ieri sera era attaccare Davide Lauretta (Peschiera Riparte – Fratelli d’Italia – e la nuova formazione di Scarpato, tutti insieme appasionatamente), perchè ha realizzato quello che Marco Righini non è stato in grado di fare; perchè non si è uniformato alle decisioni prese dalla Dirigenza di Fratelli d’Italia che hascelto di fare finta di niente sulle mancanze amministrative della gestione Accosa.

Nel gioco al massacro che è diventata la politica locale, anche il capogruppo di Fratelli d’Italia, Andrea Nuvoli, ha chiesto l’impegno di Lauretta per il taglio dell’erba, senza però chiedere nulla al vicesindaco gli assessore lavori pubblici Stefania Accosa riguardo al pessimo stato delle strade cittadine. Questa selettività negli interventi non fa che sottolineare il legame stretto e forse inscindibile tra Peschiera Riparte e la dirigenza locale di Fratelli d’Italia. Quando gli elettori andranno alle urne dovranno tenerne conto.

La bella notizia, se di buona novella si può parlare, è che queste persone ora si presenteranno nuovamente agli elettori. È nostro dovere ricordare alla cittadinanza chi sono veramente queste persone e le mancanze che hanno caratterizzato la loro amministrazione. Solo con una memoria vigile e critica, gli elettori potranno sperare in un cambiamento reale e tangibile per Peschiera.

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